Brunello di Montalcino Riserva
DOCG
2012

San Polino

Esiste un documento risalente all’anno 1581 nel quale si attesta ufficialmente la presenza di una proprietà chiamata San Polino, composta da un podere, dei campi coltivati, una vigna, un bosco e sei olivi. La proprietà apparteneva all’ospedale di Santa Maria della Croce a Montalcino, la cui funzione era quella di offrire cure e ristoro ai pellegrini che si trovavano a transitare da quelle parti. San Polino faceva parte di una tenuta di oltre trenta fattorie, frantoi, fornaci e botteghe.

Nel diciottesimo secolo la nobile famiglia senese dei Piccolomini prese possesso del podere, che dal punto di vista architettonico è rimasto pressoché intatto fino ad oggi, compresi i sei olivi citati nel documento.

L’attuale San Polino venne acquistata nel 1991 dal triestino Luigi Fabbro e la moglie inglese Katia Nussbaum, nel momento in cui Montalcino aveva iniziato a ripopolarsi dopo la crisi economica e demografica generata negli anni ‘60 dall’inizio della fine della mezzadria.

Oggi l’azienda è gestita da tutta la famiglia, infatti i figli Daniel e Giulio partecipano attivamente a tutte le fasi di produzione e vinificazione. La parte agronomica è precisa ed attenta, mai invasiva. Si prediligono zappature, lievi potature verdi e sfogliature in una decina di passaggi. Vengono irrorati preparati biodinamici, mentre i prodotti specifici per la protezione delle piante come rame, zolfo ed estratto di pino siberiano sono utilizzati solo per contrastare sul nascere i piccoli focolai d’infezione come peronospora e oidio. L’altitudine di circa 450 metri s.l.m., i terreni sciolti e rocciosi, l’esposizione a sud e la pendenza dei declivi sui quali poggiano i filari, creano le condizioni ideali per lo sviluppo di viti forti e robuste.

 

Totale della superficie vitata: 8 ettari

Produzione aziendale media annua: 25.000 bottiglie

Uve di proprietà: 100%

135,50 €

iva inclusa

Vitigni: Sangiovese 100%

Composizione dei terreni: suolo sabbioso e vulcanico, con venature marnose

Altitudine dei vigneti: 450 m s.l.m.

Esposizione: sud

Età media delle viti: da 20 a 40 anni       

Tecniche di allevamento: cordone speronato

Densità: 5.000 piante per ettaro

Fertilizzanti: compost, sovescio

Fitofarmaci: estratto di pino siberiano, inoculo di insetti indigeni antagonisti, zolfo contro l’oidio e rame contro la peronospora

Coltivazione: zappature, lievi potature verdi e sfogliature in una decina di passaggi 

Diserbo: meccanico, sfalcio

Lieviti: indigeni

Produzione media annua: 4.800 bottiglie

Certificazioni: biodinamica, biologica

Vinificazione: fermentazione spontanea, su lieviti indigeni selvatici, in tini di rovere

Invecchiamento: macerazione 3 giorni a 12 °C pre-fermentativa, 50 giorni post-fermentativa

Affinamento: 6 mesi in barrique francesi, seguiti da 4 anni in grandi botti di rovere di Slavonia

Colore: rubino vivo scuro con sfumatura granata intensa

Aroma: note di mora, prugna scura, fico, sottobosco, rocce al sole, salinità, spezie, funghi e liquirizia

Gusto: corpulento, asciutto, con tannini morbidi che si ingentiliscono con il passare degli anni. Di grande struttura e corpo, con un lungo finale

Gradazione alcolica: 14,5%

Temperatura di servizio: 18 - 20 °C

Abbinamenti: un grande vino che richiede sapori decisi, carni rosse e formaggi stagionati

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